scheletri
In un 2026 ormai drammaticamente assuefatto a una catena di montaggio che sforna musica plastificata, inoffensiva e prodotta in serie, imbattersi in un disco crudo e vitale come Scheletri dei Pontecorvo non è solo una boccata d'ossigeno. È uno schiaffo che ti riporta bruscamente alla realtà.
Fin dai primissimi secondi, l'ascoltatore viene investito da un muro di distorsioni, sorretto da un basso granitico che funge da inossidabile impalcatura per l'intero lavoro.
Ci troviamo di fronte a un noise rock viscerale e senza compromessi: le chitarre, nervose e affilate, pagano un doveroso e riuscito tributo alla storica scuola dei Sonic Youth, tagliando l'aria con rasoiate di puro feedback.
A elevare ulteriormente un punk rock già di altissimo livello interviene la linea vocale. Incisiva, disperata e maledettamente convincente,
la voce mostra un'attitudine e una pasta timbrica orgogliosamente debitrici del miglior Manuel Agnelli dei tempi d'oro.
È un cantato che non si limita ad accompagnare, ma aggredisce il microfono, come risulta evidente nella title-track Scheletri: un episodio tiratissimo dove i ritmi si alzano vertiginosamente e il frontman sale letteralmente in cattedra, dettando legge su una sezione ritmica implacabile.
I Pontecorvo sanno dosare la loro urgenza espressiva condensandola in una tracklist fulminea: 9 pezzi per soli 25 minuti di durata totale. Nessun riempitivo, solo pura saturazione. A chiudere i giochi ci pensa Tramonto, l'episodio fisiologicamente più lungo e dilatato del lotto. Qui la band sposta le coordinate verso territori dalle tinte stoner, rallentando i BPM e lasciando sfumare la rabbia in una coda sonora densa e avvolgente.
Supportato da un sound estremamente solido—suonato con il sangue agli occhi e registrato valorizzando ogni singola frequenza sporca—Scheletri è un lavoro ferocemente ispirato. Un disco capace di commuovere per la sua onestà di fondo.
Solo due pesci in faccia, simbolici, giusto per non fargli abbassare la guardia. Scheletri è un disco bellissimo, profondamente ispirato e suonato da chi ci crede ancora.