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Love always loses

Autorock · 11/03/2026
5.0 PESCI IN FACCIA!

Tanto riverbero, poca messa a fuoco

Lo shoegaze è un territorio affascinante, ma anche pericoloso. Bastano due chitarre piene di riverbero, una batteria lontana e un cantato sofferto per creare atmosfera. Il problema è quando l’atmosfera diventa l’unica cosa che rimane. Gli AUTOROCK con Love Always Loses si muovono proprio in questa zona di confine: tra shoegaze, punk-rock e suggestioni post-rock. Il materiale di partenza non è male, e qualche intuizione interessante affiora qua e là. Il problema è che il disco non riesce mai davvero a trovare una direzione precisa.

L’album parte con un’introduzione di pianoforte che promette bene: atmosfera sospesa, quasi cinematografica. Si ha subito la sensazione che il disco voglia costruire un mondo sonoro fatto di stratificazioni e malinconie dilatate. Quando entrano le chitarre, però, tutto diventa molto più prevedibile. Riverberi ovunque, suoni impastati, batteria filtrata. È una scelta estetica chiara, ma alla lunga il risultato è che molti brani finiscono per assomigliarsi più del dovuto.

Le melodie non mancano — anzi, in alcuni momenti si intravede un buon senso della forma canzone — ma restano spesso intrappolate dentro arrangiamenti che tendono a uniformare tutto. Il punto più fragile del disco è probabilmente la voce. Il cantato ha un’attitudine ruvida, quasi punk, ma non sempre riesce a sostenere l’atmosfera costruita dagli strumenti. In diversi momenti sembra più una voce che lotta con il pezzo che una voce che lo guida.

Quando la band resta su strutture semplici e atmosferiche il risultato funziona meglio. Quando invece prova a complicarsi la vita con cambi di tempo o soluzioni ritmiche più articolate emergono alcune incertezze che fanno perdere solidità al brano.

C’è poi un problema di monotonia. Dall’inizio alla fine il disco resta più o meno nello stesso paesaggio sonoro: chitarre effettate, mood malinconico, ritmiche spesso ripetitive. Non è necessariamente un difetto, ma qui finisce per rendere l’ascolto un po’ piatto.

Il paradosso è che il momento migliore del disco arriva proprio quando qualcosa cambia davvero. La title track Love Always Loses introduce voci femminili che, improvvisamente, mettono tutto a fuoco. Il cantato è più naturale, più controllato, e l’atmosfera acquista finalmente una direzione precisa.

È uno di quei momenti che fanno pensare: ecco, forse il disco poteva andare più spesso da questa parte.

E infatti, guardando alcuni video live della band online, viene un altro dubbio: gli AUTOROCK sembrano funzionare molto meglio sul palco che su disco. C’è energia, c’è presenza, c’è un’attitudine che qui sembra un po’ soffocata dalla produzione.

Alla fine Love Always Loses lascia questa impressione: non è un brutto disco, ma è un disco che sembra ancora in fase di ricerca.

E a volte la ricerca è interessante quanto la destinazione.
Ma qui la destinazione si vede ancora poco.

Su Pescinfaccia funziona così:
le idee buone si premiano, i dischi fuori fuoco si rimettono in acqua.

Qui qualche pesce in faccia parte. Non con cattiveria, sia chiaro.

Love always loses